I messaggi whatsapp possono essere utilizzati come prova documentale?



I messaggi whatsapp rappresentano documenti ammissibili e nati fuori dal perimetro processuale per questo i dati informatici salvati nella memoria del proprio cellulare possono acquistare in un processo penale, rilevanza probatoria.

Secondo quanto stabilito dall’art. 234 cod. proc. pen. è consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.

Pertanto, i messaggi  whatsapp, sms e messaggi di posta elettronica hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 cod. proc. pen. In tal senso, rappresentano documenti in senso stretto, ovverosia, formati al di fuori del campo processuale e all’interno del quale possono essere inseriti per acquisire valore di prova.

Il legislatore si è preoccupato di sottolineare una differenza sostanziale tra l’ambito dei documenti e quello degli atti. I primi sono formati fuori dall’ambito processuale (messaggi whatsapp e/o foto), mentre i secondi all’interno del procedimento stesso.

Secondo l’insegnamento della Corte non è applicabile la disciplina dettata dell’art. 254 cod. proc. pen. con riferimento a messaggi whatsapp e sms salvati in un telefono cellulare sottoposto a sequestro, in quanto questi non rientrano nel concetto di corrispondenza, la cui nozione implica un’attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito (Sez. 3, n. 928 del 25/11/2015).

 Non è configurabile neppure un’attività di intercettazione, che prevede per sua natura la captazione di un flusso di comunicazioni in corso, mentre nel caso di specie ci si è limitati ad acquisire, dopo il fatto, il dato conservato in memoria.

Si entra nel merito di una questione oggi molto attuale, ovvero, la valenza giuridica dei contenuti salvati all’interno dei vari strumenti di innovazione tecnologica.

La relativa attività acquisitiva non soggiace nè alle regole stabilite per la corrispondenza, nè tantomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche.

La Suprema Corte chiarisce, così,  che i dati  custoditi  nel proprio telefono cellulare (sms, messaggi whatsapp, messaggi di posta elettronica) hanno natura di documenti informatici.

Come inserire in un processo messaggi Whatsapp?

Il loro inserimento può avvenire grazie a screenshot  della conversazione interessata, successivamente stampata.  In alternativa è possibile allegare documenti anche tramite l’utilizzo di una comune penna usb.   

Fonte: https://www.forensicnews.it/

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